Se il soggiorno cade tra la fine di giugno e la metà di luglio, Spoleto non è la stessa città. Il Festival dei Due Mondi occupa teatri, chiese, piazze e cortili, e dormire dentro le mura significa avere tutto a piedi, senza il problema del parcheggio nelle sere di spettacolo.

Nato nel 1958

Lo fondò il compositore Gian Carlo Menotti, che cercava una città italiana capace di ospitare un festival che mettesse in dialogo il mondo artistico europeo e quello americano: da qui i «due mondi». La scelta cadde su Spoleto per le dimensioni raccolte e per i teatri storici già disponibili.

Da allora il programma alterna opera, musica sinfonica e da camera, prosa, danza e arti visive. I luoghi principali sono il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Teatro Caio Melisso, il Teatro Romano e piazza del Duomo, dove si tiene il concerto finale.

Come organizzarsi

Il programma esce nei mesi precedenti e i biglietti degli spettacoli più richiesti si esauriscono presto: conviene consultare il sito ufficiale del Festival appena confermato il soggiorno.

In quelle settimane il centro è più animato e i ristoranti lavorano a pieno: prenotare il tavolo è una buona idea. Chi cerca quiete trova rifugio salendo a Monteluco o nelle ore della mattina presto.