Se c’è un piatto che i clienti di casa citano prima di ogni monumento, sono gli strangozzi. Si trovano in tutte le trattorie del centro e sono la cosa più semplice e più buona che l’Umbria sappia fare con due ingredienti.

Che cosa sono

Sono una pasta lunga a sezione irregolare, impastata con sola acqua e farina, senza uovo, tirata e tagliata a mano in strisce spesse. La consistenza ruvida è il motivo per cui trattengono il condimento così bene.

Il nome ha diverse spiegazioni popolari, tutte legate alla forma che ricorda i lacci delle scarpe — gli strangozzi o stringhe. In altre zone dell’Umbria la stessa pasta si chiama strozzapreti o ciriole.

Alla spoletina, o al tartufo

Il condimento che porta il nome della città è l’alla spoletina: pomodoro fresco, aglio, prezzemolo, olio e peperoncino. Niente di più, e per questo dipende tutto dalla qualità dell’olio e del pomodoro.

L’altra versione classica è al tartufo nero, che d’inverno arriva dalla Valnerina e da Norcia. Nella cucina di Antonia Home, con i suoi fornelli e il camino, gli strangozzi comprati in centro sono una cena facile da preparare in casa.