Dalla terrazza di Antonia Home il verde che chiude l’orizzonte a sud è Monteluco. Ci si sale in auto in una ventina di minuti, oppure a piedi per la strada che parte oltre il Ponte delle Torri: un dislivello impegnativo ma bellissimo.

Un bosco protetto da una legge romana

Il nome viene dal latino lucus, bosco sacro. La lecceta di Monteluco era protetta già in epoca romana dalla Lex Spoletina, un’iscrizione su cippo che vietava di tagliare gli alberi consacrati a Giove: uno dei più antichi documenti di tutela ambientale che conosciamo.

La continuità è sorprendente: dal culto pagano agli anacoreti siriaci del V-VI secolo, fino agli eremi cristiani che punteggiano ancora il versante.

Il santuario e gli eremi

Il Santuario di San Francesco conserva il piccolo convento legato al soggiorno del santo, che qui salì nel 1218. Le celle sono minuscole, scavate nella roccia e nel legno: rendono l’idea della vita eremitica meglio di qualsiasi descrizione.

Attorno si diramano sentieri segnalati, ombreggiati anche ad agosto. In cima c’è un belvedere sulla valle spoletina che ripaga la salita.

Quando salire

In estate Monteluco è la via di fuga dal caldo della valle, con qualche grado in meno. In autunno il bosco cambia colore e i sentieri sono al meglio. D’inverno la strada può essere fredda e umida: informarsi sulle condizioni prima di partire.